Ieri nevicava a fette di salame. Mai visti fiocchi così grandi. Era una giornata speciale di per sé.
Ieri ho indossato i miei calzettoni a righe porta-allegria e sono uscita.
Ieri il mondo era quello di sempre, solo un po' più bello per la neve che scendeva.
Ieri il lavoro procedeva come al solito ed ero sola in ufficio.
Poi, è squillato il mio cellulare.
Poi, ho visto un prefisso e sapevo di quale città fosse.
Poi, nella frazione di un secondo, la pancia si è congelata e la mente blindava le emozioni incredula.
Poi, mi hanno raccontato di te, sono anche riuscita a fare qualche domanda, mentre entravo in apnea.
Poi, il mondo non è stato più lo stesso.
Io parlavo, raccontavo, chiedevo, ascoltavo.
Ma la pancia restava congelata perché la mente le ha imposto di aspettare, di non crederci ancora.
Poi, non so quante volte ho controllato nella lista chiamate che quella telefonata fosse avvenuta veramente.
Poi, ho anche fotografato la lista chiamate, per essere sicura che fosse vera.
Poi, la giornata è comunque trascorsa, sempre in apnea, aspettando di sapere che tu fossi ancora lì.
Poi, ho saputo che tu c'eri, che avevi un nome e che la nostra storia cominciava.
Poi, ho incontrato il tuo papà, dopo telefonate, ansie, rincorse.
E aveva le mani fredde. E io ho sorriso.
Poi, ti abbiamo raccontato ai nonni, alle zie, al nostro mondo di affetti.
Poi, abbiamo anche fatto finta di andare a dormire.
Ridendo, perché da ieri notte abbiamo un nome a cui dare la buonanotte.
Poi, tante volte, ci siamo svegliati e accorti di esserlo entrambi.
E abbiamo riso.
Poi, il papà è partito per il suo aereo e io ho inforcato la mia fedele bicicletta.
E lì, sulla ciclabile che tutti i giorni mi accompagna al lavoro, ho finalmente capito.
TU SEI ARRIVATO, DAVVERO.
Ho pianto a singhiozzi perché la pancia si è sciolta.
Non so che cosa avranno pensato gli uccelli intirizziti sui rami e il naviglio lento al mio fianco.
(Per fortuna, stamattina, pochissime persone hanno incrociato la tua mamma piangente!)
Ma improvvisamente mi ha travolto tutto il cammino fatto per incontrarti.
E non mi sembra ancora vero di riuscire ad intravederti laggiù in fondo.
E se questo è quello che posso provare io, adulta di fatto,
con più di quarant'anni alle spalle e tuo padre come sostegno...
... Che cosa può essere per te, quando lo saprai,
il pensiero che anche tu avrai una mamma e un papà.
Spero solo tu possa sentirti felice. Anche senza una ciclabile per capirlo.
Con tutta la mia pancia,
figlio del nostro cuore.
DaTiz