Carissimi, siamo Paolo e Ielizza e desideriamo condividere con tutti voi la nostra esperienza. Essendo tra i primi a partire e tornare, abbiamo pensato che potrebbe esservi di un qualche aiuto raccontare (molto in sintesi!) a tutti voi la nostra esperienza, soprattutto su alcuni aspetti pratici e magari scontati del periodo di soggiorno in Cina, che però ci sembrano oggi quelli che più ci hanno aiutato con il nostro Tian fin dall'inizio.
Il viaggio in aereo
Il nostro volo era Roma-Pechino, abitando in toscana abbiamo deciso di ridurre al minimo il rischio smarrimento bagagli da scalo intermedio, così siamo andati ad imbarcarci direttamente a Fiumicino. In alternativa, per ovviare al problema, si può anche fare anche il check-in due volte, calcolando il tempo necessario. Tutto per "iniziare l'avventura" con la certezza del ricambio!
Soggiorno a Canton (Guangzhou)
Tian che ha compiuto cinque anni lo scorso dicembre, lo abbiamo incontrato a Canton, dove siamo arrivati il giorno successivo l'arrivo a Pechino. Canton è una città enorme e molto caotica, ma nel centro c'è un'isoletta, quasi tutta pedonale, dove era stato prenotato il nostro albergo da An Li.
La zona calma e con vicino servizi come piccoli supermarket, take-away, shop, ristorante e zona gioco per bambini, ci ha permesso di organizzare bene i primissimi giorni con Tian.
An Li ci ha dato delle informazioni di base sulle abitudini del bambino, tipo i suoi orari per la sveglia e i pasti, per la nanna, le modalità con cui era stato abituato fino a quel momento, ad esempio, rispetto ad andare a letto (es. abitudine al buio), ai pasti, al bagnetto, ai bisogni fisiologici (compreso come Tian era abituato a dire pipì e cacca, informazione fondamentale!), paura o meno degli animali domestici …..;
Noi abbiamo chiesto di sapere tutto ciò che era possibile, circa eventuali problematiche di carattere clinico, tipo allergie note a particolari farmaci, alimenti o intolleranze, e tutto ciò che il referente dell'istituto era in grado di dire a An Li per aiutarci con Tian.
L'incontro
L'incontro si è tenuto in un luogo "neutro", presso un centro di servizi sociali per l'infanzia, insieme a noi c'erano altre coppie, prevalentemente americane, in totale una decina forse più. I bambini sono stati accompagnati dagli educatori, sono arrivati tutti insieme.
L'ambiente molto ben curato e attrezzato (c'era una sala giochi con arredi adeguati e tutto quel che serve, tutto molto pulito e in ordine) con un'ampia sala e più divanetti per rendere il tutto comodo.
Ci eravamo portati due piccoli regalini, una macchinina e un camion, e le bolle di sapone, così quando finalmente ci siamo incontrati abbiamo iniziato subito a giocare con Tian. Le bolle sono state veramente gradite e a parte un certo scompiglio dovuto all'acqua saponosa sparsa sul pavimento (e prontamente pulita dalla signora delle pulizie), è stato sicuramente in modo per innescare con Tian una relazione iniziale, poi dopo circa una mezz'oretta siamo partiti per l'albergo, An Li aveva previsto un taxi (grande) con cui siamo andati e tornati.
In albergo avevamo lasciato le altre cose che avevamo portato per Tian, dei pennarelli e dei librini per colorare e dei palloncini da gonfiare. Così abbiamo continuato con il gioco fino all'ora di cena, ovvero le 18.
Le prime ore sono state belle e soprattutto dense, è stato di grande aiuto sentirsi seguiti passo passo, non solo da An Li, ma anche dagli operatori (operatrici visto che nel nostro caso erano Silvia e Cinzia) del Cifa. Ci siamo sentiti come parte di una squadra, la loro attenzione ci ha dato la tranquillità per orientare tutte le nostre energie verso Tian, e costruire giorno dopo giorno (ma forse è più giusto dire ora dopo ora) la nostra relazione.
I primi 5 giorni a Canton
Abbiamo rispettato il più possibile gli orari a cui era abituato Tian, in modo che almeno quelli fossero un punto fermo nella sua nuova esperienza. Così sveglia alle sei e mezza, lavarsi e vestirsi e poi colazione. Un poco di gioco in camera e poi fuori per una passeggiatina, i "giochini" all'aperto, le bolle di sapone, e poi entro le 12 il pranzo, che quasi sempre abbiamo consumato in camera, prendendo il cibo ad un take-away vicino.
Abbiamo preferito così perché ci siamo accorti che Tian non era abituato "al fuori" e ci sembrava che la situazione tipica dell'attesa e della scelta del cibo in un luogo pubblico e affollato lo agitassero, mentre in camera potevamo consumare il pasto in una forma più serena e "domestica". Per la cena siano sempre o quasi andati al ristorante attiguo all'albergo, dove il servizio era molto veloce e alle 18 non c'era molta gente, quindi il tutto era anche in questo caso molto tranquillo.
Anche il pomeriggio era scandito dalle stesse attività, un poco di gioco in camera, tipo colorare, fare i puzzle, le macchinine e poi fuori per una passeggiatina, i "giochini" all'aperto, le bolle di sapone. E verso le 18 la cena. Poi si rientrava in camera, si giocava ancora un poco, talvolta vicino all'ora di andare a letto, vedevamo un pezzettino di cartone animato, non più di una mezz'ora, dopo aver già messo il pigiamino ed esserci preparati per la nanna (avevamo portato dei dvd come: La carica dei 101, Cars, Gli aristogatti…). Alle 21 si spengeva la luce per la nanna, e dopo un poco di auto-cullamento Tian si addormentava. Così abbiamo passato i nostri primi giorni a Canton, uniche eccezioni gli appuntamenti per fare i documenti, sempre accompagnati da An Li, nei diversi uffici. E una visita allo zoo di Canton sempre con An Li.
Il primo viaggio aereo in tre
Tian era eccitatissimo all'idea di andare sull'aereo, e già l'aeroporto lo aveva galvanizzato appena entrati. È stata un po' dura nel tenere il punto rispetto all'acquisto di vari tipici souvenirs, dolciumi e simili esposti negli shop tra un gate e l'altro.
Siamo sempre rimasti fermi nel proposito di non cedere ad una bizza, anche quelle super-plateali inscenate da Tian, con manifestazioni tipo: rotolarsi a terra piangendo come un disperato versando copiose lagrime e singulti!
Come già ci era successo qualche volta a Canton nei primi giorni.
In quei casi sorridendo ai passanti, ostentando calma e di avere perfettamente la situazione sotto controllo(!), aspettavamo che passasse (certe volte nel timore che sopraggiungesse la forza pubblica), talvolta lasciandolo dove si trovava finché non decideva che si era stancato di tutta quella attività drammatica per tornare da noi, ricomposto, talvolta sollevandolo di peso e spostandolo da un'altra parte perché lì dove era o intralciava il passo pubblico o poteva essere pericoloso per lui.
Così anche all'aeroporto di Canton siamo andati in scena con il dramma, poi anche questa bizza è passata e finalmente ci siamo imbarcati.
Due settimane di soggiorno a Pechino
A pechino abbiamo alloggiato in un residence nelle vicinanze della zona delle ambasciate.
Nei dintorni, anche in questo caso, c'erano vicino una serie di servizi dal centro commerciale al supermercato con il reparto gastronomia, piccoli supermarket, take-away, shop, e zona gioco per bambini, sia all'aperto che al chiuso, piscina del residence stesso.
Anche a Pechino abbiamo continuato a rispettare il più possibile gli orari, sveglia, lavarsi e vestirsi, colazione, un poco di gioco in stanza e poi fuori per una passeggiatina, i "giochini" quasi sempre al chiuso per il clima (!), le bolle di sapone sempre pronte, colorare, fare i puzzle, le macchinine e poi entro le 12 il pranzo, entro le 18 la cena che sempre abbiamo consumato in stanza, prendendo il cibo ad un take-away vicino. Tranne due volte che siamo stati al ristorante. Non abbiamo mai acceso la TV. Abbiamo deciso di dedicarci il più possibile a giocare insieme, a re-inventarsi i giochi, anche perché per ragioni di spazio e di eventuale trasporto in Italia abbiamo molto limitato gli oggetti nella nostra stanza. I momenti "diversi" sono stati quelli occupati dall'andare per uffici per i documenti (che offrivano un diversivo alla routine quotidiana, forse più apprezzati da noi che da Tian!), una visita allo zoo/acquario di Pechino, una visita ad una accesso della Grande Muraglia, una visita alla Città Proibita con An Li. Tutte queste attività si sono realizzate nella mattina per terminare all'ora di pranzo.
Questo "isolamento" crediamo sia stato utilissimo. Ci ha permesso di dedicarci in modo totale a noi tre, ad imparare a conoscerci, a relazionarci a riempire di "noi" il tempo che passava.
Questo tempo "sospeso", dilatato, vuoto delle nostre abitudini, del "fare", ma al tempo stesso pienissimo di Tian e della nostra nuova vita lo sentiamo come un punto fondamentale nel nostro rapporto.
Oggi pensiamo di essere stati fortunati ad essere da soli perché questo ci ha permesso di non essere "distratti" da niente. Quel tempo iniziale del nostro rapporto con Tian ancora adesso lo percepiamo come importantissimo, anche se in alcuni momenti sembrava che il tempo non passasse mai e non vedevamo l'ora di rientrare nel mondo!
Per la nostra esperienza, anche se non si è da soli, è di aiuto cercare di dedicare tutte le energie alla relazione con il bambino, rinunciando talvolta al bisogno di una distrazione.
In generale Tian è sempre stato un bimbo sereno, non ci ha mai manifestato né opposizione né rifiuto, ovviamente all'inizio capirsi e spiegarsi non è semplice, così necessariamente si creano "situazioni tipo", con bizza inclusa.
Quando eravamo in stanza abbiamo sempre gestito le situazioni nello stesso modo, o sollevando sulla mensola più alta i suoi giochini finché non si risolveva la situazione (esempio vestirsi per uscire) o minacciando di buttarli via o mettendoli dentro una busta per restituirli dopo un tempo che veniva dichiarato (di solito il giorno dopo). Il sistema funzionava perché continuare con la bizza significava spostare alla mensola più alta un altro giochino. Oppure l'altra minaccia era quella di non farlo partecipare (!) ad uno dei pasti o merendine che si succedevano nella giornata. Esempio tipico, chi non si lava le mani non mangia. E così tra una minaccia di digiuno e l'altra sono passati i giorni ....
Siamo stati soltanto una volta in un centro commerciale per comprargli delle scarpe, un paio di pantaloni e due magliette, abbiamo infatti deciso di limitare gli stimoli per avere una gradualità nella esperienza della realtà esterna, per non sollecitarlo troppo tutto insieme con situazioni non necessarie. Il più del tempo "fuori" lo abbiamo passato nei dintorni più prossimi al residence e ai "giochini".
Il confronto attraverso mail e telefonate con Cinzia e Silvia ci è stato di grande aiuto e conforto, ed il loro "esserci" ci ha regalato la serenità quotidiana.
Il viaggio di ritorno Pechino - Roma
Per quanto sia stato estremamente più lungo del viaggio di Canton-Pechino, Tian è stato molto più tranquillo, non abbiamo più avuto problemi da "shop" e ha passato le quasi 11 ore e mezza in aereo mangiando, dormendo, facendo più volte i suoi bisogni, giocando con il monitor per i film e le cuffiette, pigiando tutti i bottoni delle lucette e simili e che gli erano a tiro… e poi finalmente siamo atterrati.
A casa
A casa è stato tutto molto semplice e ovviamente più comodo, Tian ha subito apprezzato la sua cameretta, ha riconosciuto la sua casa dall'album fotografico che avevamo spedito e che abbiamo mostrato spesso durante il soggiorno in Cina. Così ha conosciuto anche le nonne prima di incontrarle e gli amici più intimi.
Noi abitiamo in un paese sul mare, quindi siamo facilitati perché lo stare fuori è un vero piacere e Tian ha dato subito segno di amare il mare, tanto che è la sua meta preferita. Anche con le bizze, da subito, è andato tutto sempre meglio, i meccanismi sono sempre quelli, ma la durata e l'intensità sono man mano diminuite.
Oggi dopo quasi due mesi dal rientro ci capiamo molto di più, il suo vocabolario è veramente "ampio" e questo è di grande aiuto. Le nostre giornate sono impostate su orari più italiani ma ci sforziamo ancora di mantenere fissi gli appuntamenti e ci sembra di vedere che questo lo rende sereno. Abbiamo incontrato pochi amici e parenti con gradualità, i più li abbiamo sentiti al telefono e ancora non ci siamo visti. Abbiamo anche calmierato l'arrivo di regali, alcuni sono da parte glieli daremo più avanti.
Tian è un bambino meraviglioso per il suo entusiasmo e la sua gioia e ci sta rendendo tutto molto naturale.
Ci sentiamo di dover fare poi una nota a parte per il CIFA e la referente locale An LI. Ci siamo af/fidati, abbiamo voluto scrupolosamente attenerci ai loro consigli e suggerimenti. Malgrado alcuni piccoli inconvenienti dovuti al fatto di essere i primi, nell'organizzazione non ci sono stati intoppi.
Ci siamo trovati bene ed abbiamo apprezzato non solo la grande professionalità, ma anche la loro grande capacità di essere vicini e partecipi, di condividere pienamente, umanamente, la nostra esperienza.
Paolo, Ielizza e Tian