lunedì 25 ottobre 2010
Palazzo d'Estate
domenica 24 ottobre 2010
shopping e cibo!
Il nostro Ente al momento del bisogno c'è
venerdì 22 ottobre 2010
Museo dei bambini
Trapezisti
Vi voglio rendere partecipi di una mail che mi hanno inviato, è molto bella, toccante e vera.
Articolo di Fabio Selini, autore del libro Il padre sospeso - storia di una adozione raccontata da un papà, Casa Editrice Mammeonline
Trapezisti
Eccoli lì, a mille metri dal suolo, appesi ad un trapezio. In equilibrio instabile su piccoli trespoli con in mano queste improbabili altalene sospese nel vuoto. Uno di fronte all'altro. Non indossano il tipico costume striminzito dei trapezisti professionisti e nemmeno sono così allenati, hanno tanti timori ed un coraggio grande come il cuore che portano fieramente in petto. Ma chi sono questi strani tizi?
Hanno facce normali, aspetti tutt'altro che eroici ed occhi che brillano. Sono loro, ma sì... se li si guarda bene sono proprio loro, gli aspiranti genitori adottivi. Sono là in alto e sono pronti a lanciarsi nel vuoto, a prendersi per mano e dondolare nell'attesa di incontrare chi con un sorriso ed un abbraccio teneramente li obbligherà, dopo l'ultimo indimenticabile volo, a scendere finalmente da lì sopra.
Sono saliti timidi, ma decisi su per quelle scalette sottili con le mani allenate ad offrire carezze e non ad ancorarsi ai pioli della scala di corda. Eppure sono saliti comunque nonostante a volte facesse paura guardare là sotto e vedere il mondo e le sue certezze quasi scomparire. Adesso che sono lì in alto, però, sembra di starci da tempo e che non ci sia miglior posto dove poter guardare lontano. Da quell'altezza scrutano un orizzonte che sperano non troppo lontano alla ricerca di qualcosa che troveranno solo loro. Non si vede ancora molto e spesso la foschia rende impossibile guardare oltre il proprio naso eppure continuano imperterriti ad allenarsi ed a volare in quel loro esclusivo spicchio di cielo fatto di amore, sorrisi, pianti, attese.
Sanno che quando quel giorno arriverà dovranno essere pronti pur non essendo perfetti. Ed è proprio questa consapevolezza che li rende ancora più decisi e convinti, che si possa sempre fare meglio. Qualche volta presi dalla stanchezza vorrebbero ridiscendere quelle scale e riprendere una vita normale, ma poi decidono di restare e riprendono il loro incessante allenamento. Ogni tanto si lanciano nel vuoto e fanno acrobazie straordinarie che disegnano nell'aria immagini sofisticate e bellissime, poi trattenendo il fiato si prendono stretti per mano e dondolano a lungo guardandosi negli occhi come a dirsi "Anche questa volta ce l'abbiamo fatta".
Chi l'avrebbe mai detto che avrebbero dovuto fare simili acrobazie? Chi l'avrebbe mai detto che ne sarebbero stati capaci? Chi l'avrebbe mai detto che le loro prese fossero tanto salde? Eppure, dandosi spesso il cambio, si sono lanciati certi che l'altro lo avrebbe preso in tempo e portato per l'ennesima volta oltre la difficoltà. Le prime volte è stata dura, difficile trovare i tempi giusti, graduare le motivazioni, convogliare il coraggio e poi... poi volare nel vuoto.
Ora, però, più il tempo passa e nonostante la fatica faccia sempre compagnia al timore, ai nostri acrobati del cuore sembra che tutto questo abbia un valore ancora più profondo. Un significato che condividono intimamente e che non è possibile spiegare, sospesi nel vuoto a guardarsi per frazioni di nulla negli occhi ed a illuminare i loro visi di un sorriso complice e esclusivo. Capita spesso che gli occhi si inumidiscano di lacrime che vorrebbero scendere fino a terra e lo sguardo si offuschi eppure non perdono mai di vista le mani dell'altro e non sbagliano mai una presa. Che le lacrime cadano se devono farlo, che si prendano il loro giusto tempo, che assumano ogni volta un significato diverso fino a trasformarsi un giorno in qualcosa di gioioso. Non c'è pubblico che li osservi, non c'è gente che possa applaudire, non c'è giuria che dia voti. Non cercano l'applauso, non ambiscono al successo fine a se stesso. I loro voli, le loro pindariche acrobazie sono acquarelli istantanei che si disegnano per un attimo nell'etere e scomparendo trovano dimora nei loro cuori.
La memoria di ogni volo, di ogni volteggiare, di ogni presa, di ogni arrivo è il loro patrimonio, il loro fieno in cascina, il loro contributo ad una storia che sta per iniziare. Fanno questo per qualcuno che ancora non conoscono, ma che sanno un giorno volteggerà lì accanto. Apparecchiano quello spicchio di cielo per renderlo famigliare ed accogliente, degno di essere solcato da una creatura meravigliosa.
Si allenano senza stancarsi con una forza ed una volontà ammirevole anche se ha volte sentono il peso della fatica e si domandano quando potranno finalmente fare la presa decisiva, quando a fluttuare non saranno più solo in due. E allora via ancora ad allenarsi, a superare prove sempre più complicate. Braccia forti, mani salde e cuore grande.
Un attimo di respiro, l'asciugarsi un po' di sudore sulla fronte, uno sguardo lontano e vicinissimo e poi via di nuovo a volteggiare nel vuoto guardando l'orizzonte.
oggi grande divertimanto per i bambini
Oggi le due famiglie in "villeggiatura" a Pechino, hanno portato i loro 5 bambini al Children Museum, la struttura è una sorta di grandissima ludoteca, con spazi grandissimi e giochi divertentissimi, il tutto al coperto (l'ideale per coloro che affronteranno la permanenza qui in periodi freddi), ci sono giochi interattivi, scivoli, percorsi.....di tutto, ti danno anche la possibilità di mangiare in una stanzetta dove solitamente viene utilizzata per i bambini che vogliono disegnare. Per la vita di Pechino, non è molto economica, abbiamo speso 200 yuan a famiglia (20 euro), il tutto per quattro ore di divertimento dei piccoli, ne vale la pena. Il tutto 5 minuti, per chi se la vuole prendere comoda 10, dall'albergo, usciti si gira a dx, primo incrocio a dx, sempre dritti si arriva al vialone con il famoso mega parco di fronte, andate a dx e lo ritrovate sulla vostra dx dopo 300mt circa. Buon divertimanto a chi ci andrà......noi ci riandremo di sicuro.
Ricordi...
Spaghetti in Cina
Siamo a Pechino, chi riconosce il locale?
Aiutino, ha il nome di un luogo famoso in tutto il mondo.
Gianni R.
giovedì 21 ottobre 2010
TABELLA COPPIE
segnalazioni negli ultimi tempi? Una sola a settembre e niente ad
ottobre..... Qualcuno ha notizie aggiuntive o forse la tabella non
viene più aggiornata???Ci sono coppie in lista con segnalazione e
abbinamento ancora ad aprile / maggio 2010: possibile non ci sia una
data di partenza??
Sarebbe interessante visto che prossimamente ci
saranno degli incontri di aggiornamento a Torino, avere qualche dato
numerico statistico: ad esempio quante segnalazioni in media vengono
fatte in un mese alle coppie? Viene seguito di solito anche un ordine
cronologico sulla base della consegna delle domande? Ovvio che tutto
ruota in base anche alla disponibilità data nella check list...ma
l'attesa incomincia a farsi sentire....
Un saluto e un in bocca al lupo
a tutti.
Laura
ps: grazie alle coppie che dalla lontana Cina ci
aggiornano costantemente. Ci fate sentire partecipi e ci sembra già di
essere in procinto di partire anche noi!
Tempio dei Lama
mercoledì 20 ottobre 2010
Ravioli a volontà!
Tempio dei Lama
finalmente riesciamo a scrivere anche noi sul Blog
Ciao a tutti,
eccoci finalmente, siamo riusciti a pubblicare qualcosa sul blog, diciamo che per quanto riguarda le informazioni logistiche, inutile che vi dica qualcosa, Marzia e Max sono insuperabili! Sono riuscito finalmente grazie al consiglio di Max, di vedere il blog......HANNO FATTO TUTTO LORO, VI DICONO TUTTO!
Per quanto riguarda noi, siamo arrivati a Pechino il 9 di ottobre, all'aeroporto c'è venuto a prendere il marito di Hi Lin, io l'ho battezzato iphone perche ha il nome molto simile, (il tempo di depositare i bagagli in albergo, andare a mangiare al ristorante Italiano, a 20 minuti di passeggiata (Marzia e Max daranno un altro tempo...voi fate la media), comunque il mangiare è ottimo vario ed economico, incontrarci con Max, Marzia & co, riposare una notte, per partire il giorno successivo per Guangzhu, città grande, caotica, calda e umida (anche se non so adesso con l'arrivo del freddo come sia in realtà), nella regione del Guagdong, in pratica dove ci sono Shenzhen e Hong Kong. Li ci è venuta a prendere Miko, una ragazza eccezionale nel lavoro e nella disponibilità, per chi dovesse andare da quelle parti, sara seguito veramente molto ma molto bene. Siamo andati all'albergo che è uno dei migliori della città, il White Swam Hotel, L'incontro con Zheng Guang è avvenuto il 11 di ottobre presso l'ufficio adozioni, come da programma del resto, in un contesto poco "romantico e emozionante", c'è da precisare che in quella zona adottano molto gli americani, non vi immaginate quanta gente, loro a volte si portano anche la famiglia allargata, con tanto di mamme suocere e sorelle, confusione pazzesca, noi che volevamo, come del resto tutti, fare la migliore delle impressioni e soprattutto rendere l'atmosfera il piu serena possibile anche alla nostra prima figlia. ANCHE CON TUTTO QUESTO, L'EMOZIONE RIMANE FORTE......poi tutto secondo copione, lui abbastanza restio, per poi cominciare a sbottonarsi grazie alla sorella maggiore e grazie a dei palloncini gonfiabili. Poi siamo andati in un centro commerciale a fare spese, l'indispensabile per il bimbo.....li è nato il primo sacrosanto capriccio, non voleva misurarsi le scarpe, perche non voleva togliersi i sandali (tipo Crocs), che gli avevano lasciato dall'istituto.
Già dal primo giorno progressi sono stati continui, come l'attaccamento ai tre componenti della famiglia.
Il giorno successivo, siamo tornati al centro adozioni per parlare con il giudice, che ti fa alcune domande in inglese tipo:
nome e cognome - anni - nome cinese del tuo bambino (logicamente completamente diverso da come si scrive) - se sei contento della bambino - se prometterai di dargli un'istruzione adeguata - e se non abuserai e utilizzerai violenza con lui.
Poi dal notaio, anche lui pone delle domande, scusate ho il vuoto di memoria, ma sono molto simili.
Da adesso in poi tuo figlio,per lo stato cinese, è ufficialmente tuo figlio.
Il resto della permanenza, siamo rimasti in prossimità dell'albergo, con il fatto che la maggior parte delle coppie adottive, risiedono nell'albergo dove stavamo noi, intorno il clima è molto adatto, sià per il mangiare che per uscire, Miko poi sa indicare tutti i posti giusti per andare a mangiare, e necessità varie, per poi accompagnarti all'occorenza presso i centri commerciali.
I giorni successivi siamo andati presso la polizia per fare il passaporto di Zheng Guang, e poi sono andato solo io a ritirare presso il notaio tutta la documentazione redatta e tradotta.
Per quanto riguarda la vita col piccolo, è andato tutto bene, inteso anche la reazioni ai no, con delle scenate che secondo il contesto, potevano creare anche un certo imbarazzo.
Penso che sia un problema comune l'alimentazione, nel senso che lui era abituato a mangiare pappette, dove serviva poca masticazione e a bere con la cannuccia, se lo fai bere con un bicchiere conviene mettergli il costume da bagno! Piano piano, con la pazienza ci siamo messi a farlgi assaggiare piu cose, soprattutto dove servisse la masticazione......abbiamo creato un mostro....mangia che è una meraviglia, forse troppo, l'ho sopranominato FOLLETTO, ma non dei boschi, perche aspira come una scopa elettrica.
Finalmente è arivata l'ora di partire per Pechino, il 15 pomeriggio partiamo, l'unica nota dolente è che l'aereo è partito con più di un'ora di ritardo e i piccoli cominciavano a fare, giustamente, i capricci. L'apoteosi è stata quando Zheng Guang non ne voleva sapere di stare seduto in aereo, per fortuna che dopo un po di scenate si è addormentato e tutto è tornato alla normalita. Abbiamo anche dedotto, da psicologi da quattro soldi, che forse cominciava a capire che cominciava ad essere definitivo il lasciare la sua terra, le sue abitudini.
A Pechino siamo arrivati la sera tardissimo,per fortuna in aereo c'hanno dato un pasto molto completo. Il giorno successivo ci siamo incontrati con Marzia, Max e i bambini.Da allora i progressi di Zhengguang sono stati enorme...fa lunghe passeggiate, mangia di tutto, riesce a stare seduto a tavola...tuttavia le crisi continuano ad esserci anche se meno frequenti e intense..soprattutto per impuntature
a presto e scusateci per le tardive informazioni
Luca,Daniela,Ludovica e Zhengguang Matteo.
martedì 19 ottobre 2010
Come leggere il Blog in Cina e fare commenti
Village - centro commerciale
dove comprare a Pechino
Lo Shopping Center... quello vicino allo Sheraton e all'Hard Rock Cafè, sulla via principale, quella con i ponti per attraversarla e dove ci sono le fermate della metro?
Vedendo la cartina e leggendo prezzi svizzeri penso che intendi proprio quello... veramente uno schiaffo al cinese medio!!!
Prezzi più cari che in Italia, ma è il classico posto per gli stranieri che lavorano nelle ambasciate e per i cinesi "in carriera".
Consiglio a tutti di andare al mercato su più piani per "cinesi", vicino al centro commerciale all'aperto Village (dietro alle ambasciate), non ricordo il nome esatto ma ce lo ha consigliato An Li, chiedete a lei.
Noi abbiamo fatto la strada a piedi ma ci si mette almeno 30 minuti, per voi non so se va bene, se poi fa anche freddo! Però con il taxi sono pochi minuti.
Ogni piano è specializzato, scarpe, abbigliamento adulto, bambino, elettronica, giocattoli, sport ecc. E' la "Rinascente" dei cinesi. I migliori marchi internazionali, vedere per credere!
Si deve contrattare, contrattare e contrattare, dal prezzo iniziale bisogna arrivare almeno al 35%. E' divertente.
Oppure vi consiglio di andare nella zona pedonale chiamata Wangfujing Street (è uno delle località inserite nel biglietto da visita dell'hotel), ci si arriva con la metro, dovrebbe essere la fermata prima di Tian'anmen. Ci sono due centri commerciali. Quello sopra la gelateria Hagen Danzs (scusate ma sto scordando tutti i nomi dei posti) e di fronte alla libreria internazionale, ha un negozio di abbigliamento per ragazzo bambino con dei prezzi onesti e dei capi carini e ben fatti.
Per farvi riconoscere di quale centro commerciale parlo vi allego due foto, una di fronte l'ingresso e l'altra dentro.
Gianni R.
ancora sulle prese e le spine in Cina
Rispondo qui a Giò78, perché penso che possa interessare ad altre persone e poi nelle risposte al post principale non so come allegare le foto
:-)
questa che vedete sopra è simile alle presa che ho trovato in hotel a Pechino e a quello di Chengdu, dalle foto che ho visto, anche dove è stato Max le prese erano simili
(la Cina è almeno grande quanto l'Europa e non so se in tutte le regioni hanno le stesse prese, ma da quello che sto sentendo penso di si)
Nella presa in foto sopra può entrare, in alto (dove vedete due fori quasi tondi), una spina americana, che vedete nella foto qui sotto (praticamente due lamelle)
oppure, sempre nella parte superiore della presa, può essere inserita una spina europea (foto sotto)
la presa europea non è che la nostra presa senza "la terra", qui sotto vi metto due foto di spine che mi sono portato in Cina ed ho utilizzato senza problema, la prima foto è un carica batterie a stilo e la seconda sono i carica batteria dei cellulari (Samsung, Blackberry e iPhone)
E nella parte inferiore della spina cinese?
La parte inferiore della presa cinese prende la spina chiamata australiana, praticamente sono delle lamelle oblique (quasi a formare una punta), l'ingresso centrale è la messa a terra, sotto potete vedere la foto di come è fatta la spina australiana (è la foto di un adattatore internazionale della Delsey), in questo caso manca la lamella centrale che fa da presa a terra, ma funziona lo stesso
La cosa buona è che nella presa a muro ogni foro è alimentato (almeno nelle stanze dove siamo stati), quindi si può inserire nella parte in alto (vedere la presa nella prima foto) una spina europea (o americana) e contemporaneamente nella parte in basso una spina australiana (o adattatore con spina australiana), utilizzare in questo modo la presa vicino alla scrivania può essere comodo perché si appoggiano sul tavolo gli apparecchi in ricarica. Ma vi assicuro che nelle camere le spine non mancano!!! Cercate bene e le troverete.
Vi consiglio di portarvi delle multiprese dove la spina non abbia la messa a terra, altrimenti dovrete fare come Max e tagliare il perno (si chiama così?) centrale, altrimenti non entra dentro.
Se non trovate una multipresa con la spina a due perni potete costruirvi una piccola prolunga con una spina come spiegato da un lato e la presa a tre fori dall'altro (vi consiglio quella dove possono entrare le spine di diversa grandezza).
Qui sotto potete vedere una spina a due poli e una presa a tre poli
Scusatemi se sono poco tecnico ma non sono un elettricista e non conosco i nomi esatti, i nomi tecnici, ma prendete esempio dalle foto.
Per scrupolo portatevi degli adattatori internazionali ma probabilmente non vi serviranno, le spine che avevo le ho adoperate senza adattatori e riduttori inserendole direttamente alle prese..
Gianni R.
lunedì 18 ottobre 2010
Chi gioca a battaglia navale sulla mappa dell'Hotel?
(B,-5) Ristorante Great Hall: si mangia bene, prezzi simili ai cinesi in Italia, birra fatta da loro spettacolo! devo ancora provare l'anatra




