martedì 7 giugno 2011

Che senso dare alle letture

Ciao a tutti,
vedo che la segnalazione di in libro ha scatenato un po' di dibattito
e ció lo ritengo molto utile x fare chiarezza o comunque condividere
punti di vista diversi.
Vi dico come vivo io ogni mia lettura ma devo fare una premessa:
vado alla ricerca di ciò che di solito non si parla facilmente per
avere un quadro completo di ogni argomento.
Ho letto molto sulla politica cinese e delle conseguenze ma, ho anche
letto della cultura filosofica che trovo meravigliosa e 100 volte più
profonda di quella occidentale.
Ho letto dei contrasti di questo paese e ho letto anche della dura
vita e di sacrificio della gente cinese.
Anche i libri più duri mi sono stati molto di aiuto x capire il
contesto, senza dare giudizi.
Questo x me è lo spirito giusto x ogni cosa: solo capire.
Preferisco sapere e comprendere piuttosto di ignorare.
X questo non reputo negativo a priori qualcosa.
Rispetto comunque ogni vostra posizione, ma mi permetto di suggerire
una cosa: non smettiamo di avvicinarci ad un mondo che sembra tanto
diverso perché smetteremmo di imparare.

Un bacio a tutti!

Marzia

11 commenti:

  1. Assolutamente d'accordo con te.
    Ho iniziato da poco a leggere, ad informarmi, e confesso che lo sgomento iniziale c'è stato...
    Ma proprio per questo voglio andare avanti, senza chiudere gli occhi davanti agli aspetti più difficili ed ambigui.
    Voglio immergermi completamente nella cultura, nella storia, nella filosofia, ecc, in tutto ciò che mi può aiutare a capire il Paese da cui dovrebbe arrivare nostro figlio.
    Cristina

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  2. La conoscenza è un bene innegabile.
    Ognuno ha le proprie esperienze ed opinioni e ognuno ha i suoi modi per conoscere e ricercare.
    Dopo qualche lettura, che seppur di autori cinesi, mi dava l'impressione di essere filtrata da un'occidentalizzazione troppo evidente, ho cambiato campione di ricerca.
    Sono passato dai libri alle persone.
    Ho cercato qualcuno che avesse vissuto nella città da dove nostro figlio proviene (Shenzen) ed ho trovato una donna che a Milano sta conducendo un'indagine sociologica tra un ateneo cinese, uno irlanmdese e uno milanese ( ci vuole fortuna, a volte nella vita! Ve la auguro tutta).
    Questa persona ha saputo darmi dettagli, sullo stato attuale degli strati della popolazione cinese proprio di quella città che in nessun testo avrei potuto trovare.
    MI ha restituito, un quadro completo sulle varie possibilità di vissuto che il bambino potrebbe aver avuto ed ha saputo chiarirmi dettagli importantissimi su alcuni documenti che le autorità cinesi ci hanno fornito.
    Lo scopo della mia ricerca, come credo anche per Marzia e tutti Voi, non sia solo per conoscere ma anch e per essere in grado di fornire ad bimbo che crescerà le migliori risposte possibili sui dubbi che arriveranno in merito al SUO abbandono.
    Ho scritto SUO in maiuscolo perchè ognuno dei nostri figli ha il SUO e chi mi ha parlato di shenzen (guandong) non sarà preparata sull'Hunan o altre provincie. La Cina è grande, tanto grande che se la sovrapponete all'europo Vi rendereto conto che un portoghese e un danese pur essendo europei hanno poco da spartire, in usi, costumi e altro che ben immaginate.
    Tanto per confortare queste mie affermazioni vi dico che, al contrario di quanto scritto nel libro, nel passo dell'intervista citata da Gianni (che saluto), tra la scrittrice e la direttrice dell'orfanatrofio ove si dice che non si possono fotografare gli istituti, posso dirvi che quello in cui era nostro figlio , non solo era fotografabile ma possiede addirittura un sito internet in collaborazione con una onlus californiana!
    Come al solito le variabili nel mondo dell'adozione sono incontrollabili.
    Perdonate se vi ho annoiato con le mie variabili sulle ricerche della storia dei nostri figli, ma è l'argomento che più mi preme, consolidare qualcosa da potergli restituire al bisogno credo sia il nostro primo dovere.
    Buona ricerca a tutti
    Ernesto

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  3. Condivido quanto avete detto finora; proprio oggi ho comperato i due libri citati da Marzia e Cristina. Anch'io preferisco conoscere, sapere, cercare di entrare tra le maglie di questo immenso paese, di questo popolo che percepisco tanto diverso da noi, verso il quale non ho provato molta simpatia, poca affinità, ma che e' il paese, il popolo da cui proviene mia figlia. Credo che il conoscere riduca le distanze e permetta quantomeno la comprensione. Poi indubbiamente non sara' semplice in futuro essere neutrali e affrontare determinate tematiche con i nostri figli cresciuti, ma sicuramente l'aver compreso (o almeno aver cercato di farlo) i nodi di una società tanto complessa e distante da noi servirà a mediare il confronto e la futura consapevolezza dei nostri figli. Grazie per le segnalazioni.
    Alessandra

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  4. Non capisco se sono stata fraintesa o no, ma in fondo il blog è una piazza virtuale ed il suo bello è proprio questo mescolarsi di opinioni ed esperienze.
    Io ho letto molto, visto molto, vissuto in Oriente, condiviso il quotidiano per anni con ragazzi asiatici, approfondito la cultura cinese in vari ambiti (lingua compresa). Tra i nostri amici più cari ci sono anche persone orientali. Eppure non credo che riuscirò mai a comprendere completamente o anche solo immaginare le ragioni che stanno dietro all'evento che ha portato mio figlio ad essere mio figlio. Ovviamente ho delle idee in proposito, ma non mi vengono certamente solo dalla mia conoscenza della realtà cinese. Mi vengono dal cuore, mi vengono dal mio essere sua mamma e volergli bene. Le sue risposte le troverà da sè se noi riusciremo a stare un passo indietro, non condizionandolo ma accompagnandolo nella sua ricerca.
    Detto questo, leggere e documentarsi è comunque anche un bel modo per riempire l'attesa... Però, tra un mattone e l'altro, concedetevi anche qualche lettura spassosa (e ce ne sono, credetemi!), altrimenti arriverete depressi al grande incontro!!!
    Buona lettura a tutti!
    DaTiz

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  5. Una cosa da non dimenticare è il momento storico, conoscere la Cina attuale è importante, tra 10 anni non sarà più la stessa, le condizioni sociali ed economiche cambiano, cambiano le leggi, quelle sulle nascite e sull a cittadinanza ad esempio stanno subendo un processo di revisione.
    Occorre prendere atto di cosa succede ora per poterlo conservare per allora, perchè allora sarà tutto diverso e cambiato.
    Ernesto

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  6. Condivido appieno tutto il pensiero di "DaTiz" e mi viene anche da fare una domanda...."Ma voi, un giorno, alle domande di vostro figlio sul suo passato, sul suo abbandono risponderete raccontandogli la politica e le leggi che esistevano al momento della sua nascita?????"
    Non è una critica, ma credo che le risposte a tutte le domande che mio figlio mi farà saranno costruite in base alla ricerca che lui stesso vorrà fare, in base alla sua voglia di sapere, in base alla sua voglia di trovare delle risposte. Cercheremo di soddisfare ogni sua domanda e magari insieme, se lui vorrà, cercheremo delle risposte che anche noi non conosciamo. Solo e soltanto le sue volontà saranno la marcia che ci farà muovere per accompagnarlo sulla strada del suo passato, senza condizioni, ma solo con serenità e lealtà. A noi piace leggere di una Cina paese, di una Cina con una cultura diversa dalla nostra ma comunque ricca, particolare con tradizioni anche straordinarie.....la Cina è anche questo!!!
    Monica

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  7. Se non sai nulla sul programma delle nascite cinesi, se non conosci la stratifigrazione sociale, come fai a spiegare un abbandono di un figlio maschio a tre anni? ( altri 3 passati in istituto).
    Non so se lui vorrà sapere perchè la sua madre biologica lo ha cresciuto e poi lasciato in un piazza a tre anni, ma so e sono certo che se un giorno mi chiedesse :"papà ma cos'era la legge sul primo figlio che c'era in Cina IO VOGLIO FARMI TROVARE PRONTO CON UNA RISPOSTA ( anche con grafici e calcoli matematici).
    Come si pensa di poter fare a spiegare questi perchè, che non derivano da scelte morali, ma probabilmente solo da condizioni legislative ed econimiche che hanno condizionato e determinato le scelte morali, senza conoscere le prime.
    Se le sue domande rimaranno nel campo di richieste psicologicheo altro in cui chiederà di essere accompagnato tanto meglio.
    Ma il pensiero di non avere risposte per lui, non voglio mi appartenga.
    Questo è ciò che penso io, non è ciò che è giusto!
    Ognuno si prepari su ciò che crede sia giusto per lui per il suo caso, non chiedo l'approvazione, dico ciò che faccio, io voglio il diritto di preparami anche sulla politica, sull'economia e sulle scienze, senza sentirmi rivolgere domande...non per critica ehhhh?
    Ernesto

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  8. Ciao,
    aggiungo una cosa. Sapete cos'ho fatto in tutto il periodo dell'attesa?
    Ho archiviato elettronicamente tutti gli articoli di giornale sulla Cina, così da avere anche una traccia di quello che accadeva mentre Xiao Yu era in istituto e io qui in Italia. Ho poi continuato fino a quando siamo partiti per andarla a prendere.
    Servirà? Non lo so, ma anch'io ho bisogno di sapere di avere più di uno strumento da regalarle per permetterle qualsiasi "ponte" con la sua nascita.
    Vi abbraccio

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  9. Ti assicuro Ernesto che la mia non è critica! E trovo giusto conoscere e imparare il più possibile sul paese dei nostri figli, cosa che facciamo anche noi. Ho espresso un mio pensiero, ciò che cercheremo di fare noi, partendo dalla semplicità.
    Monica

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  10. Un bimbo abbandonato cercherà l'amore di due genitori in grado di riempire quel Suo bisogno primario.... in qualsiasi parte del mondo si trovi!!!!
    L'abbandono puo' nascere da molteplici cause....sociali, politiche, giuridiche, economiche, morali!!! Non fermatevi a ricercare i motivi e le cause per cui il bambino e' in stato di adottabilita', piuttosto sappiate arrichire i sentimenti che dovremo trasmettere per tutta la vita a questi ns. figli. Le risposte che scaturiranno dal cuore saranno ricche d'amore e sapranno giustificare le più recondite curiosita' del nosrtri figli. Non pensiamo di avere adesso e per il futuro la risposta precostituita per ogni domanda dei ns. figli. Viviamo da genitori e cerchiamo di crescere assieme a loro, che di ricchezza e di risposte ne sapranno dare a tutti ogni giorno.

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  11. Caro anonimo, la crescita dei nostri figli e la trasmissione dei sentimenti e di ciò che il cuore ci aiuterà a dar loro, non credo sia oggetto di questo post.
    Quello che io intendevo, non era prepararmi per il presente, la parola"genitori" credo sia la più difficile di tuttoil dizionario, difficile perchè non esiste una definizione giusta, rispetto al comportamento da tenere ne tantomeno un manuale (ci mancherebbe solo questo), che dica il giusto.
    Quindi non mi permetterei mai di esprrimere nessun pensiero riguardo al modo di essere genitori rispetto a chicchessia.
    Io mi riferisco alle domande che potranno sorgere a dei figli cresciuti (vorrei dire adulti, ma fatemi sapere a che età Voi vi siete sentiti adulti, domande normali, domande lecite, domande di semplice curiosità.
    Io mi preparo anche per quelle, non SOLO per quelle, e cercare di capire cosa sia vivere in Cina nel 2011, credo possa essere una parte di quello che devo e voglio fare, per restituire a mio figlio tutto l'amore che ha saputo insegnarmi!
    Saluti a tutti, anche ad Anonimo....Ernesto

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