domenica 15 gennaio 2012

New look

Taglio capelli e... come si cambia!!!

Gianni R.

14 commenti:

  1. wow che grinta !

    ora le ragazze non potranno più resiterti !

    ciao
    stefania

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  2. Grande mi ricorda Top Gun
    ciao Max B.

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  3. Due cose gli piacciono:
    vedere le bambine intorno a se (anche se poi dice che si gioca meglio con i "maschi";
    gli aerei o come dice lui feigi

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  4. Ho una curiosità enorme di conoscere o genitori, vedere una loro foto. Desiderio irrealizzabile lo so.

    Gianni R.

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  5. Ah pero' che look!!!! prevedo una strage di cuori!

    per Gianni: come ti capisco!

    Cristina P.

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  6. Bellissimoooo... attenzione mamma perchè qui qualche donzella ci metterà gli occhi addosso!!

    Penso sia,quello di Gianni,un pensiero di tutti noi genitori. Siamo alla ricerca di "qualche elemento in piu'" per poter soddisfare le loro legittime domande,per essere ingrado di sedare la loro rabbia per lenire il loro dolore....io di mio figlio non ho niente se non un ritaglio di giornale che segnalava il suo abbandono...la sua la nostra storia iniza la'....!!Per ora però è una storia felice piena di amore ...spero sia importante per le sue domande di "domani"....
    Oggi la sua maestra dell'asilo mi ha detto che iniziaranno un lavoro sui segni zodiacali e si è rassicurata di non creare problemi... per ora non ce ne sono lui festeggia il suo compleanno il 25/3....ma quando crescerà capirà che è una data presunta .....e allora??!! Elena

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  7. Bello! Sta benissimo!!!

    Nb anche Xiao adora gli aerei ma più di tutti le automobili! In altra vita era sicuramente un pilota di formula1!!!!

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  8. Ad oggi DJ non chiede del suo passato, dei suoi genitori biologici, lui lo sa che non siamo noi e neanche la coppia che lo seguiva a Cheng-Du. Lui i suoi genitori li conosce. Abbandonato a 5 anni sa cosa gli è successo. Anche noi abbiamo la copia del giornale dove si cercava la famiglia ma abbiamo molto della sua vita in orfanotrofio. Le foto, le relazioni delle assistenti e i suoi racconti. A noi non ci chiama papà e mamma, sa che ora siamo noi i suoi genitori, se gli si chiede chi è il papà e chi è la mamma risponde che siamo noi, ma io sono Tata (ta=grande in cinese) ed Elisa è Elisa! Non abbiamo problemi, più delle parole contano i gesti, gli sguardi e quelli sono univoci. Quando cerca la mia mano potrebbe chiedermi quello che vuole e quando me la lascia in prossimità della scuola o della piscina mi viene da ridere.
    Prima dell'orfanotrofio il nulla, come se fosse nato a 5 anni entrando in orfanotrofio.
    Quando ho scritto che vorrei almeno vedere in foto i suoi genitori è per immaginarmi come crescerà, come diventerà fisicamente. Nei suoi lineamenti non posso vedermi, lui è molto, ma moltissimo, più carino di me, né vedere mia moglie.
    Però abbiamo moltissime in comune, venute fuori da subito, dal primo giorno insieme. Ci piacciono le storie dei super eroi (Batman, Superman, Spiderman, X-Men, ecc.), timidi tutti e due, con la testa sempre a fantasticare e una immaginazione senza limiti.
    Così ero io alla sua età (ok, anche ora, sono un poco Peter Pan) e così è lui, quando ci siamo incontrati e ancora adesso.
    I primi due giorni a Cheng-Du mentre lo osservavo pensavo di rivedermi da piccolo.
    Ora ci divertiamo ad inventare storie, a vedere insieme i cartoni animati (anche qui stessi gusti e vince quello di "Ben 10") e al cinema andiamo io e lui insieme a vedere i "nostri" film.
    A volte basta uno sguardo e ci capiamo al volo.
    Veramente posso dire che ci siamo incontrati e riconosciuti.
    E' una sensazione strana, come se fossimo stati sempre insieme.

    Gianni R.

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  9. E' una storia dolcissima, raramente raccontata con le parole di un padre (ma nel mondo ado accade comunque più spesso) e credo faccia bene a tutti leggerla e spazzare via, con un solo battito di cuore, tutti i dubbi, tutte le piccole paure, tutte le incertezze che andare incontro ad un figlio nato in una pancia che non è la nostra, in certi momenti, porta con sé.
    Grazie!
    DaTiz
    P.s. Noi non abbiamo nulla, né del periodo prima dell'abbandono, né della sua vita in istituto. Ma abbiamo le parole per accoglierlo ed insieme costruire la "sua" storia: speriamo di riuscirci.

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  10. Ciao Gianni,
    tra poche settimane incontrerò finalmente mio figlio e come dico sempre a mia moglie, non ho assolutamente idea di come sarà la mia reazione e soprattutto la sua, se pur molto più piccolino di DJ. Le tue parole oltre ad essere bellissime, danno una forza ed una speranza enorme per il bellissimo e delicatissimo momento che si sta avvicinando.
    Grazie per averle condivise.
    Gregorio

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  11. Quando ci siamo incontrati è successa una cosa per me inaspettata. Eravamo con la direttrice dell'orfanotrofio in una sala, tipo sala dei professori, all'improvviso si apre una porta alle nostre spalle ed entrano due assistenti, una con un bambino di due anni in braccio e l'altra con DJ (eravamo due coppie). Una delle assistenti dice mamma e papà in cinese (molto simile all'italiano, si capisce senza problema) e DJ mi abbraccia all'improvviso, non ero preparato, mi aspettavo diffidenza, paura o indifferenza malcelata, invece mi ha abbracciato! Poi dopo un poco ha iniziato a giocare correndo intorno al tavolo e usando l'armonica a bocca (il regalo che abbiamo portato) come una pistola (con la fantasia tutto si può). Da allora è come se l'abbraccio non fosse mai finito.
    Ogni incontro è diverso, i bambini sono diversi, noi siamo diversi, i luoghi sono diversi, la luce, l'aria, il tempo... tutto influisce e nulla è ripetibile, ma i bambini, piccoli e grandi ci osservano, sempre, e capiscono cosa proviamo per loro. Ci metteranno alla prova, ci tenderanno trabocchetti, ma se si sentono accettati, capiti ed amati sentiranno di essere in famiglia anche se il papà e la mamma sono tanto diversi da loro, ma molto simili nei cuori.

    Gianni R.

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    1. Vedremo cosa accadrà tra poco più di tre settimane ... ormai ce lo siamo immaginati in tanti di quei modi l'incontro ...

      Ancora Grazie.

      Gregorio

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  12. Caro Gianni di solito non amo scrivere di momenti personali, men che meno renderli pubblici sul web.
    Preferisco parlarne a voce, infatti ho fatto altre scelte per contribuire alla "nostra" comune causa adottiva.
    Devo però ammettere che le tue parole, scritte sopra, sono state uno straordinario specchio.
    Anch'io, anche noi abbiamo vissuto la stessa esperienza, con mia moglie siamo arrivati all'incontro con tanti film in testa, ma quasi incoscienti.
    Poi dietro una tenda è apparso un bimbo di sei anni, che scalpitava trattenuto da una delle sue tate dell'orfanotrofio ( anche se eravamo nel centro adozioni provinciale del Guandong a canton e non nel suo istituto che era a Shenzen), come di ci tu la luce, il posto, l'aria, l'atmosfera erano diversi, ma da quel primo sguardo ( che è impossibile dimenticare), non ci siamo mai staccati, nemmeno quando non siamo insieme ed è come lo fossimo sempre stati, anche prima dell'incontro. Come se sapessimo da sempre che saremmo stati insieme. L'altro giorno a scuola un bimbo gli chiesto se era vero che lui era adottivo e se sapeva che noi non eravamo i suoi genitori. Lui ha risposto:"che lo sapeva che era nato in Cina, ma noi siamo i suoi genitori e abbiamo promesso di esserlo per sempre.".
    Questo dà la misura di che investimento facciano questi bambini, su di noi! Non una responsabilità che spaventa, anzi, al contrario. Un investimento così grande ti dà la forza di trovare energie fisiche ed emotive che nemmeno pensavi di avere. Quello che auguro a tutti Voi che attendete è di potervi godere il momento più bello della Vostra vita: l'incontro\nascita di Vostro Figlio\a ! Buona vita a tutti da un papà molto, molto , molto fortunato!
    Ernesto Palmeroni

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  13. Per noi é stato differente l'incontro con Xiao Yu. Lei aveva solo 2,5 anni e quando l'abbiamo vista per la prima volta é avvenuto così:

    L'aspettavamo nel centro adozioni dell'henan. La gg era bellissima. Stavamo un po' in giardino e un po' nella sala in attesa del suo arrivo.
    Ci ha fatto attendere perché arrivava da una cittá a 2h di auto dal centro adozioni e inoltre é stata male in auto (aveva vomitato).

    Era un continuo via vai di auto. C'erano molti genitori americani in attesa. Ma quando é arrivata la sua auto io l'ho riconosciuta e sono corsa sulle scale ad accoglierla. Era in braccio alla sua tata, con gli occhietti spersi e l'aria sofferta. Li sguardo fisso e completamente disorientata.
    Ma .... lei non ha avuto nessun rifiuto quando ci siamo avvicinati ed é come se fosse lei a proteggere noi dalla nostra paura di non essere 'accolti'. Il primo contatto é stato mano nella mano. E da allora, mai più separate!

    Molto emozionante ma ancora di più oggi dove mi dice 'mamma ti voglio!'
    Impagabile!

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