prima di Natale ho assistito ad un corso organizzato dal ns Ente sulla scuola.
E' in vigore da qualche anno una legge con la quale non è possibile chiedere di rinviare di 1 anno la scuola, se non attestando ad un problema reale cognitivo del bambino.
Per cui non è contemplato un rinvio per problemi legati al vissuto dei ns figli adottivi.
Alcune coppie si sono trovate in difficoltà con i loro figli in quanto, essendo in Italia da poco e avendo vissuto fino ai 5/6 anni di età in istituti, i bimbi non erano pronti per affrontare la scuola ma sono stati costretti.
Nel Veneto, grazie a genitori molto attivi e grazie anche al supporto degli Enti, sono riusciti ad ottenere corsi specifici per gli insegnanti ed accoglienze congrue alle realtà dei nostri bambini.
In Lombardia la situazione non è altrettanto felice.
Ignoro in altre regioni.
Io vorrei muovermi fin da subito per creare le condizioni ideali per quanto Xiao Yu dovrà andare a scuola.
Anche su suggerimento del ns Ente scriverò una lettera con la richiesta di prendere visione della realtà adottiva.
Quando avrò elaborato la cosa, magari in collaborazione con Alessandra, una mia amica anch'essa mamma adottiva, vi farò sapere.
Potrebbe essere utile a tutti.
n.b. magari c'è qualcuno che può già darci indicazioni. Aspetto vostri numerosi commenti!
grazie,
Marzia
ma chi è che lo impedisce!?
RispondiEliminaDelle mie amiche hanno ritirato i bambini dalle scuole "tradizionali"per mandarli ad una scuola libertaria,neanche paritaria...ma nessuno ha battuto ciglio!...
Siamo rientrati a marzo con bimbo di 6 anni compiuti, ma nessuno mi ha costretto a mandarlo a scuola..ora frequenta 1° elementare con ottima integrazione e ottimo apprendimento.
RispondiEliminaRagazzi,
RispondiEliminadi che regione siete?
Vi assicuro che in Lombardia il problema c'é.
Non a caso il corso con alcuni genitori abbastanza preoccupati.
Devo recuperare la legge. Poi ve la indico. Tenete conto che l'Ente ha creato assistenza apposta x tali problematiche e corsi x le insegnanti.
A presto con maggiori dettagli!
Eccomi:
RispondiEliminaCm 235 del '75 - certificazione di handicap -
Praticamente x ritardare la scuola oltre i 6 anni é necessario dichiarare un handicap. Tale dichiarazione la stende una psicologa dell'als (quindi non privata) e chiaramente nel caso di bimbi adottivi non si puó trattare di handicap ma se mai di serenità emotiva che Peró non é contemplata.
In alcune regioni é stato sensibilizzato il dipartimento dei servizi educativi al punto che vi é 'l'obbligo di accoglienza'. Sostanzialmente si tratta di corsi ad hic x le insegnanti sulle realtá adottive.
Se tante famiglie fanno pressioni x ottenere dei tavoli di lavoro si puó ottenere tale processo/protocollo anche con l'appoggio del ns Ente nelle regioni che ancora non contemplano l'adozione come argomento nella scuola.
Spero di aver dato qualche info in più!
Ciao a tutti
Un caro bacio
la legge nazionale prevede che i genitori possono avvalersi anche dell educazione parentale!dimostrando di essere in grado!quindi questa spiega che la scuola che chiamiamo scuola dell obbligo,non lo sia poi a tutti gli effetti!cmq se vuoi ti dò un contatto di una persona che si occupa proprio di questi aspetti e che vive proprio nella regione Lombardia!ciao
RispondiEliminaBuona serata. Noi siamo rientrati in Italia a maggio, la nostra bambina ha compiuto 6 anni in luglio. Mi ero molto preoccupata rispetto proprio alla questione dell'inserimento a scuola dopo così poco tempo, ma tutto si è risolto in modo semplice e logico: siamo andate a salutare la psicologa dei servizi sociali del territorio che ci aveva seguiti durante l'iter adottivo, e senza che io neanche accennassi a questa problematica lei mi ha immediatamente rilasciato una dichiarazione in base alla quale suggeriva che, per un più armonioso inserimento nell'smbito familiare e più in generale nel nuovo Paese, la bambina frequentasse l'ultimo anno di scuola materna (e non la prima elementare, obbligo scolastico vigente). Nel modo più categorico, non si parlava di handicap. Sono poi andata a parlare con la dirigente della scuola in cui la mia bambina avrebbe dovuto essere iscritta, e lei è stata assolutamente d'accordo a rimandare di un anno l'inserimento alle elementari. Abitiamo in un comune medio-piccolo, in Lombardia.
RispondiEliminaCiao Loredana,
RispondiEliminahai ragione, i genitori potrebbero decidere di insegnare ai loro figli in autonomia, ma credo che in qualche modo lo debbano provare?
Non credo sia una soluzione attuabile da tutti, anche se sarebbe molto bello.
Invece, alla coppia della prov di Pavia, grazie della vs testimonianza che ci conferma ancora una volta che se si incontrano persone ragionevoli e con coscienza si puó superare ogni cosa.
Baci a tutti Marzia
Meno male che ogni tanto si vede qualche segnale positivo da parte di persone di buona volontà che lavorano accanto ai nostri figli (SS, insegnanti, direttori didattici...)
RispondiEliminaPerò non è sufficiente lasciare al buon senso e alla buona volontà degli operatori scolastici la speranza di un sereno inserimento scolastico dei nostri figli nella scuola dell'obbligo, perciò mi trovo a condividere il proposito di Marzia e di Alessandra nel tentare di smuovere le acque affinchè non si facciano differenze di "trattamento" tra bambini di diversa regione o addirittura città di residenza.
Simona
Non so se sono stroppo semplicistica o che altro...
RispondiEliminaAd ogni modo ecco la mia: trovo che questo sia un problema per i bimbi che arrivano in età (pre)scolare...visto che la materna non è obbligatoria!
Da figlia adottiva (avevo 15 mesi al mio arrivo) posso dire di non aver avuto nessun tipo di problema se non qualche "parola in più" sul colore della pelle ma nulla di più, sopratutto a livello di apprendimento!
Cmq, personalmente trovo sicuramente interessante e giusto sollevare la questione per chi si trova in quella fascia di età, ma per bambini più piccoli non vedo il problema visto che hanno tutto il tempo per ambientarsi e per attaccarsi alla nuova famiglia.
In effetti il problema si pone più che altro per i bambini che arrivano ad un età vicino a quella scolare, bambini che vengono catapultati in un mondo totalmente diverso sotto tutti gli aspetti e che devono fare i conti con la scuola e tutti i relativi problemi di inserimento, in un periodo in cui sono ancora totalmente impegnati a vivere un'emotività difficile da gestire.
RispondiEliminaL'ho vissuto io con mio figlio che - arrivato a quasi cinque anni - per mesi e mesi non è stato in grado nemmeno di contare fino a tre, nè di disegnare o colorare in maniera consona alla sua età "anarafica"..., mentre poi si è sbloccato di colpo non appena si è sentito più "sicuro" dei suoi affetti e di noi come famiglia.E allora frequentava ancora l'ultimo anno di scuola materna!
E comunque l'importante sarebbe non certo una generalizzazione per tutti i bambini, ma al contrario una valutazione di ogni singolo caso, con la possibilità, quando necessario, di usufruire del posticipo scolastico.
Simona
In realtà credo Marzia volesse far riflettere NON SOLO sul posticipo scolastico (che potrebbe interessare soprattutto coloro che adottano bimbi in età 5/6 ma che cmq potrebbe vederci uniti a lottare per ottenere questo diritto)MA ANCHE sul fatto di ISTRUIRE in maniera adeguata le insegnanti che dovranno accogliere i nostri bambini.
RispondiEliminaAl corso citato da Marzia, si è riflettuto ad esempio su come le maestre potrebbero trattare in classe la "storia personale" dei bambini. Ecco su questo le insegnanti dovrebbero essere sensibilizzate nel caso in cui nella propria classe ci fosse un bimbo ado. La storia personale può essere trattata anche senza chiedere di portare le foto da neonati oppure le ecografie oppure senza far disegnare un albero genealogico.
Però per tutte queste cose le maestre VANNO EDUCATE, PREPARATE, FORMATE.
E questo dovrebbe essere fatto dalla Regione Lombardia.
Marzia, dispostissima ad elaborare la cosa insieme ;-)!!!!!!
Io, oltre che mamma adottiva, sono anche una maestra e credo che ciascun bambino vada accolto con la sua storia personale ed individuale, Ogni caso è a sè e va valutato con attenzione. Credo sia utile avere la possibilità di un eventuale posticipo scolastico se genitori ed equipe psicopedagogica lo ritengono utile per il benessere e il buon inserimento scolastico.
RispondiEliminaI nostri bambini non verranno "certificati" con la legge citata da Marzia, perciò non avranno il "diritto" di posticipare l'obbligo scolastico, ma in molti Istituti vi sarà data la possibilità di farlo. Nella mia città ho parlato con due dirigenti diversi e uno si è reso disponibile, l'altro invece no...c'è chi adotta il metodo del buon senso chi quello dell'attuazione rigida della norma.
In Piemonte i corsi d'aggiornamento per insegnanti sulla realtà adottiva ci sono, li ho frequentati e sono molto utili, ma spero di essere stata una "buona maestra" anche per i bimbi adottivi che ho incontrato anche prima di aver fatto quei corsi:-)
Ciao,
RispondiEliminagrazie Ale, in effetti non mi riferivo solo alla possibilitá di posticipo ma anche ad una sorta di 'formazione' che tenga conto della realtá adottiva.
Faccio un classico esempio:
in 2 primaria si inizia a studiare le proprie origini: la nascita, l'albero genealogico ecc. Tale esercizio é propedeutico allo studio della storia. Sostanzialmente si parte dalla nascita dei bimbi perché é qualcosa di conosciuto x collegare le fasi legate al ciclo di vita. Ma vi sono altri modi x adempiere a tale programma: anziché portare le foto dell'ecografia (e sarebbe complicato nel caso dei ns bambini!) magari si potrebbe fare l'esercizio sui primi due anni di primaria (il primo gg di scuola, cos'hanno imparato i bimbi, quanto sono cresciuti ecc.). É solo un esempio x dire che nel corso si danno nuovi strumenti alle insegnanti x arrivare allo stesso obiettivo rispettando la realtá adottiva.
Ci sono moltissime insegnanti di buon senso e pronte all'ascolto, ma anche insegnanti 'acerbe e forse chiuse nella propria routine'. E se ci dovesse capitare? E in ogni caso, anche se non accadesse mai, perché non é legittimo sperare che proprio nel campo della cultura ci siano occasioni x 'accogliere e valorizzare' il concetto di adozione?
Mi sembra una bella possibilitá x una scuola che si deve vivere in continua evoluzione e in continuo sviluppo e vorrei approfittare del fatto che io come genitore adottivo possa contribuire perché le porte ad un ascolto attivo sia fatto.
Inoltre, grazie Gabriella di ció che scrivi ma ad oggi vivo la scuola pubblica che ci ritroviamo (i miei primi 2 figli la frequentano e hanno ottime insegnanti):
- non é propensa a sviluppare le peculiaritá personali di ogni bambino, anzi, si tende piuttosto ad appiattirli. Perché? Perché non si hanno risorse suff. e il programma deve essere portato a termine.
Quindi mi sembra utopistico pensare che tutto vada nel verso sperato.
Preferirei a questo punto che almeno a livello generale ci sia consapevolezza della realtá adottiva e strumenti nuovi x chiunque.
Poi, il buon senso serve sempre!
Ciao e grazie ancora del confronto
E' fondamentale fare FORMAZIONE.In Veneto sono 11 anni che l'Ente CIFA è promotore del Progetto "SCUOLA COLORATA".Vi invito a visitare il sito Veneto Adozioni settore Scuola.Nel 2011 abbiamo in collaborazione con la Provincia di Bologna organizzato tre seminari che anno coinvolto 200 insegnanti!!!!!
RispondiEliminabeh, direi che allora è proprio il caso di muoversi anche in Lombardia...
RispondiEliminaIl mio primo cucciolo non ne beneficerà (a settembre andrà a scuola) ma spero che la mia seconda (non ha ancora 2 anni) riuscirà ad andare a scuola con maestre PREPARATE...
Alessandra
Quest'anno il mio secondo figlio affronterà il tanto paventato tema della storia personale, quello che di solito si comincia ad affrontare con la foto della nascita ecc. ecc....
RispondiEliminaUna delle sue maestre è anche mamma adottiva di due bambini che frequentano le elementari e ne abbiamo parlato giusto durante l'ultimo colloquio. Abbiamo concordato di vederci e di studiare una modalità che sia rispettosa delle sue origini e - perchè no - che aiuti anche gli altri bambini della classe a comprendere che esistono modi diversi per diventare famiglia.
Resta comunque il fatto che non si può pensare di affidarsi sempre e solo all'intelligenza e all'apertura mentale delle insegnanti o dei dirigenti scolastici e che urge sicuramente una preparazione ad hoc anche ad altri livelli di insegnamento.
Simona
Ciao Simona,
RispondiEliminase posso consigliarti, prima del colloquio munisciti del libro 'maestra sai ... sono nato adottato' di Loredana Polli.
Fa molti esempi di compiti alternativi x raggiungere lo stesso obiettivo didattico.
Un bacio
Grazie Marzia per il suggerimento.
RispondiEliminaIn realtà il libro in questione lo avevo già letto in "tempi non sospetti"... e non ricordavo più di averne una copia in casa...
Ora - con un prospettiva ben diversa rispetto a cinque anni fa - lo riprenderò in mano e proverò a leggerlo con l'ottica di ora.
Poi vi farò sapere se il colloquio porterà a qualcosa di buono per noi.
Simona
P.S.:messaggio personale per Marzia:
possibile che non riusciamo mai ad incrociarci...?
Sabato mattina alla biblioteca dei Ragazzi?
I miei due figli fanno un corso lì e in passato ho incontrato diverse volte la tua Xiao Yu lì mentre i tuoi due ometti facevano il corso di scienze con il mio Alberto.... ^___^
Scusate l'OT...
Ciao Simona,
RispondiEliminaal sabato mattina è impossibile: sono a casa da sola perché MAX lavora ed è dedicata ai compiti e alla musica e anche ai mestieri di casa!
Con 3 è un vero delirio!
Invece, ti propongo una cosa:
ho stilato oggi la prima bozza di lettera indirizzata al dirigente e assessore delle politiche scolastiche. L'ho inviato via mail ad Ale e domani lo leggerà. Ti va di partecipare alla cosa e firmarlo insieme a noi? Piú siamo meglio è!
Fammi sapere!
Grazie e a presto
Ok, posso farmela girare da Ale via mail...
RispondiEliminaAttendo di leggerla dunque.
^___^
Simona
Sul posticipo scolastico:
RispondiEliminaSpero di essere utile comunicandovi che sulla rivista"la vita scolastica" di questo mese è ucito un articolo sulla possibilità di rimandare l'obbligo scolastico. Come dicevamo, i dirigenti scolastici possono applicare rigidamente la norma, ma hanno anche la possibilità di non farlo:
Il testo unico delle leggi della scuola all'articolo 114 dice che non vi è evasione dell'obbligo quando la mancata iscrizione è giustificata da motivi di salute o da altri "gravi impedimenti." Tra questi i dirigenti possono decidere di far rientrare, ad esempio, problemi linguistici.
Spero di essere stata utile, io ho conservato l'articolo per il prossimo anno, nel caso il mio Chuxiao non abbia ancora recuperato il divario che lo separa dai suoi coetanei...megliio avere la possibilità di farlo nel caso servisse, no?
Un saluto a tutti
Gabriella
Grazie Gabriella, sarà il caso di procurarsi l'articolo di legge nell'eventualità sia il caso di avvalersene nei confronti di dirigenti scolastici poco flessibili sul tema...
RispondiEliminaDunque riferisci che si tratta del T.U. delle leggi della scuola, all'art. 114.
Proverò a cercarlo si internet.
^___^
Simona
Sì Simona, su internet la trovi con facilità. In pratica il dirigente può emettere un'autorizzazione straordinaria a posticipare l'iscrizione alla scuola primaria ai sensi dell'art.114, comma 5, del D. Lgs. 297/1994.
RispondiEliminaOvviamente il dirigente richiederà alcuni documenti: la richiesta motivata dei genitori, la relazione delle ins. di scuola dell'Infanzia ed aventualmente di altre figure professionali (logopedista? Psicologa? perchè no!?). Se il dirigente crede che i nostri motivi siano un"grave impedimento" allora PUO' (non è obbligato) a concedere l'autorizzazione.
Ciao! Gabriella
Ciao,
RispondiEliminagrazie delle preziose informazioni.
Ve ne aggiungo un'altra:
Anfaa sta collaborando x un convegno nazionale intitolato 'la scuola ci riguarda tutti' che si terrà a Reggio Emilia il 10 marzo.
Sul blog lascuolaciriguardatutti.blogspot.com trovate molte info, o altrimenti anche sul sito dell'anfaa.
Intanto stiamo finalizzando la ns lettera.
Speriamo di raccogliere più firme possibili.
A presto!